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MEMORIAL MARIANO VENTIMIGLIA

XVI EDIZIONE

DOVE ABITA LA POESIA

2020-12-06 08:35

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DOVE ABITA LA POESIA

Poesia di Cinzia Platania

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L’ho vista danzare tra le corolle d’un turgido fiore

E poi crogiolarsi nel primo pomeriggio sotto un tiepido sole

Nascondersi nelle fossette d’una guancia che sorride

E farsi intrappolare tra le rughe di un vecchio che all’oggi arride

Tramutarsi in energia nella pinna caudale nel pesce

Scorticarsi nelle ginocchia d’un bambino che cadendo cresce

Stillare aiuto nella fleboclisi a un malato che combatte

Brillare dell’ultimo guizzo di vita nel pesce che preso ancora si dibatte

Nel cielo burlone finito nella pozzanghera tra il cemento

E nel muggire placido tra i prati in montagna di un armento

Io l’ho vista palesarsi in tante forme

Ugualmente nutrire gratuitamente chi è sveglio

e chi davanti al suo richiamo invece dorme

Accompagnare nel volo le ali di chi s’è librato in alto

fasciargliele strette quando le ha rotte in un incauto salto

Fiera l’ho vista tra i dardi del sole d’agosto

arroventare i granelli di sabbia coi raggi nell’orma che vi hai posto

Lieta scrosciare insieme alla pioggia che innaffia il mondo a caso

mentre infondi tanta cura rinvasando i geranei rossi in un grande vaso

L’ho percepita nascondersi nel cassetto dei tuoi molti pensieri

E poi esplodere nel ricordo delle rutilanti risate di ieri

Ondeggiare tenera nell’andatura barcollante di un malato

Alitare in un messaggio di parole celate in un verso alato

L’ho vista brillare nel verde piu’ tenero sulla cima di un ramo in quel germoglio

E nella moltitudine dei tantissimi fiori di ciliegio nell’albero in pieno rigoglio

S’è divertita tra il pelo arruffato del cucciolo di cane che corre

con la lingua penzoloni vicino al rigoglio d’un corso d’acqua tra le forre

 

Gorgogliante ella sole lasciarsi catturare tra le palme unite di chi beve alla foce

E sa divenire pensosa volgersi livida mostrarsi crocifissa nelle vittime d’una guerra atroce

E’ nelle zolle smosse di terra rossa arieggiate per mano umana

Sta con un seme che marcisce nasce cresce e si fa fiore e poi profumo emana

S’è messa tanto tempo fa a girare sull’orbita di tutti quei pianeti misteriosi lassu’

S’è degnata di restare fin nel fondo d’un bicchiere di latte bevuto quaggiu’

L’ho trovata sul davanzale nella neve nel biancore col suo birichino luccicare

E l’ho vista schizzare veloce nelle note d’una canzone a un amore breve

Ha disegnato volute col mio sguardo che ammirava una spirale in una conchiglia

S’è fatta madreperlacea bava di lumaca sull’asciutta fanghiglia

Divenuta ordito ed entrata nella trama di una tela da cui un vestito è stato tratto

Ha sentito poi un minuscolo rumorino rabbrividendo sulle tese vibrisse di un gatto

Ha ringraziato nel respiro sommesso della moltitudine di alberi nelle foreste

S’è spogliata di inutili parole mettendosi nuda e senza pomposa veste

E se ancora la senti che ogni momento silenziosa per noi si fa prece

suggerire al tuo cuore ispirazioni da trascrivere in sua vece

Dille grazie d’ispiraci d’allietarci e carezzarci con parole belle

Di innalzarci ancora fin lassu’ con le alte e misteriose stelle

E dandole la mano inabissandoti con lei fin dentro al nucleo profondo

scopri umilmente l’origine poetica di ogni cosa pur piccola creata a questo mondo


email: cizziarte@hotmail.com

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